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Sì, crediamo in Gesù Cristo e confessiamo la fede cristiana della Chiesa universale espressa nel Credo apostolico. Ci differenziamo, però, dai Cattolici-romani, i quali sono anche cristiani, ma è bene chiarire che non tutti i Cristiani sono cattolici-romani. Il cristianesimo è come un grande albero con numerosi rami, dei quali i più grossi sono: la Chiesa cattolica-romana, le Chiese evangeliche (dette anche protestanti) e le Chiese orientali ortodosse. Le Chiese valdesi e metodiste fanno parte della grande famiglia delle Chiese evangeliche, nate dalla Riforma del XVI secolo.

Da un ricco mercante di Lione conosciuto come Valdo (in latino Valdesius) che verso il 1170-75, in seguito ad una profonda crisi spirituale, decise di vivere seguendo l'esempio degli apostoli di Gesù. Dopo avere distribuito i suoi beni ai poveri, leggeva e meditava il vangelo alla gente. Da lui i suoi discepoli, che si chiamarono "Poveri", vennero detti "valdesi". Scomunicati, furono vittime per secoli dell'Inquisizione.

Approfondimenti

Questo soprannome fu dato ai Luterani alla Dieta di Spira del 1529, quando rivendicarono il diritto di professare la loro fede cristiana nella forma riformata secondo il Vangelo. Ricordando che il termine pro testari in latino non significa contestare ma testimoniare in favore, il loro intervento aveva il valore di una testimonianza a favore della verità dell'Evangelo, che essi intendevano professare a qualsiasi costo. Quindi per smentire questa accezione negativa della loro presa di posizione preferirono chiamarsi Evangelici.

No. Non riconosciamo al papa romano il carattere di vicario di Cristo, espressione del suo magistero, per il motivo che questa pretesa non ha alcun fondamento nel Vangelo. L'autorità assoluta del vescovo di Roma e il suo potere sono il frutto di un processo storico, si sono costituiti gradatamente nel tempo, in connessione con varie situazioni e vicende dell'Europa occidentale. Infatti le Chiese d'oriente, dette ortodosse, rifiutarono nel 1054 la pretesa di potere giurisdizionale del papa.
L'interpretazione tradizionale che vede nel papa il successore di Pietro a cui Cristo avrebbe dato il potere delle chiavi non è il fondamento del papato ma la sua legittimazione a posteriori.

Sì. Gli apostoli, Pietro per primo, ebbero la propria moglie e gli scritti del Nuovo Testamento consentono anche ai vescovi e quindi a tutti i ministri di Cristo di sposarsi (vedi: I Corinzi 9/5; I Timoteo 3/1-7; Tito 1/5-6). Questa prassi fu mantenuta nella chiesa per secoli; i popi ortodossi sono sposati e il celibato fu imposto nella chiesa cattolica solo nel Medioevo per motivi economici: non avendo eredi i beni del prete passavano alla chiesa.

Questo perché nella Chiesa apostolica non c'era alcuna differenza di grado fra "clero" e "laici", come non c'era alcuna discriminazione né di sesso, né di razza, né di nazionalità, né d'altro, in quanto tutti erano sullo stesso piano di grazia e di vocazione, anche se si distinguevano i loro compiti. Così, non c'era alcuna gerarchia e tutti indistintamente costituivano un "sacerdozio regale": in quanto uniti al medesimo Signore e Salvatore, ricevevano da Lui dignità e funzione sacerdotali, che erano chiamati ad esercitare nel servizio da rendere a Dio e al prossimo in tutta e con tutta la loro vita.

Perciò nella Chiesa valdese i pastori non sono chiamati in senso particolare "sacerdoti", perché non sono dei mediatori tra Dio e i fedeli, dato che siamo tutti nella stessa condizione di figli di Dio in Cristo e quindi fratelli; e il ministero pastorale non è prerogativa maschile, ma vengono consacrate a questo servizio anche delle donne. Inoltre la predicazione viene fatta anche da credenti che non sono pastori, ma hanno i doni per tale compito.

Le Chiese valdesi e metodiste e la Chiesa cattolica hanno in comune i principi fondamentali della religione cristiana: la fede nell'unico Dio Padre, Creatore del cielo e della terra, in Gesù Cristo, Signore e Salvatore del mondo, nello Spirito Santo; hanno la stessa Bibbia (Antico e Nuovo Testamento), lo stesso Credo apostolico e le affermazioni dei primi 7 Concili ecumenici, cioè universali.

Le differenze notevoli, che le distinguono non attengono perciò ai fondamenti della religione ma all'interpretazione che ne viene data sulla base anche di esperienze legate alla storia. Facendo un paragone, forse improprio ma chiarificatore, si potrebbe dire che in campo religioso si verifica il fenomeno analogo a quello che accade in campo istituzionale. La Costituzione è accettata da tutte le forze politiche come riferimento normativo ma poi le scelte nella conduzione della vita pubblica sono molto diverse e altrettanto lo sono i valori a cui si fa riferimento.

Fra le principali differenze si menzionerà il posto che la Bibbia occupa nelle rispettive Chiese. Infatti per le Chiese evangeliche, in base al principio "sola Scriptura" affermato dalla Riforma, la Bibbia costituisce la sola norma per la fede e la vita dei credenti che non può fondarsi sulla tradizione.

Il fatto che Gesù Cristo sia secondo la testimonianza apostolica l'unico Mediatore fra Dio e gli uomini e quindi l'unico Intercessore, conduce ad escludere preghiere e atti devozionali rivolti alla madre di Gesù (che i Cattolici chiamano "Madonna") e ai cosiddetti "santi", anche se verso tutti costoro valdesi e metodisti e gli evangelici hanno il massimo rispetto e cercano di imitarne la fede e la santità di vita.
Essendo la salvezza e il perdono esclusivamente dono della grazia divina non possono essere acquistati per meriti, derivanti dalle nostre buone opere. Queste vanno certamente fatte, non per ottenere il favore di Dio ma per esprimergli la nostra gioiosa riconoscenza per il perdono e la salvezza che gratuitamente ci ha donato in Cristo.

La maggior differenza che si va creando oggi è però il posto che la chiesa, il suo magistero, il papa occupano nella vita e nella religione dei fedeli. Più che Cristo, la sua vita, il suo messaggio, la sua morte, la fede cristiana sembra essere una adesione alla Chiesa che spesso non implica impegno personale, dedizione ma solo legame di generico interesse nello stile dei media moderni.

No, perché il messaggio evangelico ci assicura che tutti i nostri peccati sono stati espiati da Gesù Cristo col suo sacrificio sulla croce, che il suo perdono è del tutto gratuito, pieno e totale. Messe di suffragio, indulgenze, intercessione dei santi, sono pratiche religiose che la chiesa ha introdotto nel tempo senza fondamento nelle Scritture. Il movimento di riforma di Lutero fu provocato proprio dalla vendita delle indulgenze a Wittemberg.

La Chiesa antica definiva "sacramenti" alcuni atti particolari della liturgia che definiva "segni visibili della grazia invisibile". Le Chiese evangeliche ne accettano solo due: il battesimo e l'eucaristia (che chiamano col termine più comprensivo di "Cena del Signore") perché istituiti in modo esplicito dal Signore.
Degli altri cinque atti (sacramenti per i cattolici) gli evangelici praticano la confermazione (la cresima), il matrimonio, l'ordinazione dei loro ministri.

La Chiesa valdese è organizzata secondo un sistema detto sinodale, fondato cioè sul concetto che la chiesa è retta dall'assemblea dei credenti e non dall'autorità dei suoi ministri. Il principio vale in sede locale: ogni Chiesa tiene le sue assemblee, costituite da tutti i suoi membri, e vale a livello generale dove i deputati delle chiese costituiscono il Sinodo che esamina tutte le questioni che concernono la chiesa e delibera in proposito.
Il Sinodo elegge l'organo esecutivo, la Tavola valdese, presieduto dal moderatore.
Usando un paragone imperfetto ma evocativo si potrebbe dire che la Chiesa cattolica-romana è retta da una monarchia assoluta, mentre le Chiese evangeliche, compresa quella valdese, sono organizzate come una moderna democrazia parlamentare

Le Chiese valdesi e metodiste si mantengono coi propri mezzi, cioè con le offerte e le contribuzioni volontarie dei membri. Esse non chiedono e non ricevono sussidi o contributi da parte dello Stato, ritenendo che ogni organizzazione religiosa debba auto-finanziarsi e che lo Stato debba provvedere ai suoi compiti istituzionali che riguardano tutti i cittadini indipendentemente dalla fede che professano o non professano.
Accettando di avere parte all'otto per mille dell'IRPEF, che i cittadini danno allo Stato, hanno deciso di utilizzare questi fondi esclusivamente per opere assistenziali e culturali in Italia e all'estero.

La Chiesa valdese è erede spiritualmente del movimento dei "Poveri" nato nel Medioevo dalla testimonianza di Valdo, ricco mercante di Lione che decise di dare i suoi beni ai poveri, per vivere l'esperienza dei discepoli di Gesù secondo il Vangelo, vivendo in mezzo alla gente da semplice laico, leggendo e commentando passi dei libri della Bibbia che egli si era fatto tradurre in lingua volgare. Fu scomunicato come anche il suo movimento che però si diffuse non solo in Francia, ma anche in tante altre parti d'Europa ed anche in Italia, specialmente in Lombardia
Al sorgere della Riforma i valdesi vi aderirono dandosi l'organizzazione delle Chiese riformate,  dette anche protestanti. Quelle dell'area alpina piemontese vissero secoli di repressioni e angherie fino al 1848. In quell'anno il re Carlo Alberto di Piemonte riconobbe loro gli stessi diritti civili degli altri sudditi del suo regno.

Sono il culto della domenica, la scuola domenicale per i bambini, il catechismo per i ragazzi, lo studio biblico per gli adulti. Inoltre ci sono momenti di incontro e di fraternizzazione, come i bazar, che si svolgono durante l'anno, le diverse àgapi comunitarie (pranzi o cene consumati per passare qualche ora in comune). Le attività esterne sono principalmente le diverse conferenze pubbliche e gli incontri ecumenici, organizzati nel corso dell'anno con i cattolici e con altri cristiani.

Si svolge di norma la domenica mattina. E' pubblico, quindi aperto a tutti e chiunque può liberamente assistervi, senza che venga messo in soggezione o imbarazzo da alcuno. Esso consiste in letture bibliche, preghiere, canto di inni, predicazione e celebrazione della Cena del Signore (quella che i cattolici chiamano "eucaristia").

Approfondimenti

Consiste nell'insegnamento del contenuto della Bibbia, impartito in modo elementare ai bambini delle comunità da persone preparate che chiamiamo "monitori" o "monitrici" generalmente la domenica nei locali attigui alla chiesa, di solito durante l'ora in cui i loro genitori partecipano al culto.

Approfondimenti

Le lezioni di catechismo, impartite dal pastore o dai catechisti, riguardano l'insegnamento del messaggio cristiano, in vista della ammissione nella comunità; per i figli dei membri avviene intorno ai 18 anni con la confermazione del loro battesimo; diventandone membri effettivi ne assumono liberamente gli impegni.

Consiste nella lettura e nell'esposizione esegetica di testi biblici, generalmente fatta dal pastore e seguita dai membri della comunità e da chiunque altro desideri approfondire la conoscenza biblica. Questo studio normalmente si svolge ogni settimana, spesso di sera nei locali della chiesa o in diversi quartieri dove ci sono comunità numerose o città grandi.

Approfondimenti

Valdesi e metodisti come tutti gli evangelici non sono una setta che ha dottrine particolari con l'insistenza sulla fine del mondo, l'aldilà, le anime dei morti, i miracoli, gli angeli. Come credenti in Gesù Cristo intendono dire che l'Evangelo, cioè il messaggio cristiano, è il fatto che Dio si è rivelato in Gesù Cristo e che per mezzo di lui ha operato ed opera la salvezza eterna di tutta l'umanità e di tutto il creato. Questo messaggio chiama tutti e ciascuno ad una vita di fede e di riconoscenza,  nell'impegno di vivere ed operare come testimoni di quest'opera di redenzione nel mondo.

Approfondimenti

Nei racconti biblici si fa menzione di miracoli, di fatti che risultano eccezionali stando alle conoscenze e alle situazioni di quel momento; nella maggioranza dei casi si tratta di guarigioni viste come segni concreti della bontà e della potenza di Dio. Questo è particolarmente evidente nella vita e nell'opera di Gesù, le cui azioni miracolose sono il segno, come egli stesso ha detto, che "il Regno di Dio è presente" (Luca 17/21). Il suo intervento miracoloso non era solo espressione della sua bontà ma aveva valore di segno visibile, manifestazione concreto della realtà di Dio.
Nella stessa prospettiva anche i suoi discepoli hanno compiuto guarigioni e altre opere potenti nel suo nome, proseguendo così l'annunzio dell'Evangelo del Regno di Dio. In tutti i casi però si rinviava a Gesù Cristo come l'unico Signore e Salvatore, nel cui nome Dio concedeva quelle grazie.
Nella Bibbia i miracoli sono esperienze che devono condurre il miracolato e i testimoni alla fede.

L'apostolo Pietro ha detto: "In nessuno all'infuori di Cristo è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi possiamo essere salvati" (Atti d. Apostoli 4/12) e l'apostolo Giovanni ha scritto: "dalla pienezza di Cristo noi tutti abbiamo ricevuto grazia sopra grazia" (Giovanni 1/16). Sulla base di queste testimonianze gli evangelici si rivolgono esclusivamente a Gesù Cristo e considerano i santi e la madonna nulla più che esempi di fede da imitare. L'idea che dalla loro collocazione in cielo con Dio possano intercedere per i vivi non ha nessun fondamento nelle testimonianze bibliche.

Alla luce di quanto esposto, solo a Lui devono essere rivolti il ringraziamento, la lode e la benedizione. Gli strumenti umani da Lui adoperati per guarire gli ammalati vanno certamente apprezzati ed amati, ma mai esaltati e pregati come se fossero delle divinità o semidivinità a noi più vicine, perché sta scritto nella Bibbia che "c'è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo" (II Timoteo 2/5).
In quanto ad altri fenomeni: statue che lacrimano o trasudano sangue, sangue che si coagula e si liquefa, apparizioni , messaggi celesti e tanti altri fenomeni che provocano tanta emozione a livello popolare, si deve parlare di miracolismo superstizioso più che di miracoli.

Infine ricordiamo che numerosi testi biblici ci mettono in guardia dall'eccessiva importanza che si è portati a dare ai fenomeni prodigiosi in sé, quando non sono in chiara sintonia con il messaggio biblico. Già nel libro del Deuteronomio si ammonisce di non dare retta a coloro che fanno miracoli e prodigi, anche reali, quando essi inducono la gente a forme di idolatria, sviandola dal culto da rendere solo all'unico vero Dio (vedi: Deuteron. 13/1-4). Anche Gesù ci dice: "Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono da voi in vesti da pecore (= vesti cristiane), ma dentro sono lupi rapaci" e aggiunge che molti nel giorno del giudizio gli diranno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciato demoni, e fatte in nome tuo molte opere potenti? Allora io dichiarerò loro: Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori d'iniquità". Perché "non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Matteo 7/15, 21-23). Inoltre Gesù annunzia che "sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l'ho predetto" (Matteo 24/24-25). Anche l'apostolo Paolo dà lo stesso avvertimento (II Tessalonicesi 2/9-10) e infine l'Apocalisse (13/11-14).

In definitiva, per noi valdesi l'unico vero criterio per conoscere Dio nella rivelazione che ci ha dato di sé in Cristo e la sola norma per la vita cristiana è la Sacra Scrittura, cioè la Bibbia, che comprende i libri dell'Antico e del Nuovo Testamento. Nessun fatto, o fenomeno, o segno, o prodigio di qualsiasi natura e portata, nessuna parola, nessuna persona, nessuna istituzione, nessuna realtà, possono stare sul suo stesso piano e avere per noi la sua stessa autorità. Essa sola è, come dice il salmista, "lampada al nostro piede e luce sul nostro sentiero" (Salmo 119/105). In essa il Signore Gesù Cristo stesso ci parla e ci dice: "Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita" (Giovanni 8/12).

Siamo ben lieti di credere in Lui anche senza vedere miracoli, sperimentando la beatitudine da Lui stesso annunciata quando ha detto a Tommaso: "Beati quelli che non hanno veduto e hanno creduto" (Giovanni 20/29, cfr, I Pietro 1/8-9). La fede infatti viene dall'ascolto della sua parola (Romani 10/ 17), è dono ed opera dello Spirito Santo ed essa stessa è uno più dei più grandi miracoli che Dio opera nella nostra vita di oggi.

La quaresima non è considerata periodo particolare. L'idea che la penitenza sia un momento che segue quello del divertimento del Carnevale è estranea al cristiano evangelico. Lutero diceva, predicando sul De profundis (Salmo 130) che tutta la vita di un credente deve essere ispirata alla penitenza nel senso che va vissuta nella coscienza del proprio peccato e quindi nel pentimento, ma al tempo stesso nella fede che il perdono misericordioso e gratuito di Dio ci è dato in Cristo crocifisso e risorto.

Anche per gli evangelici le domeniche che precedono la settimana santa e in particolare quella settimana hanno particolare significato; vi si meditano i passi biblici che riguardano la passione di Gesù Cristo senza però riti simbolici particolari. La domenica delle Palme si ricorda l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, ma riflettendo sul significato e l'attualità di quel fatto. Il giovedì e il venerdì santo si pone l'attenzione agli ultimi momenti della vita di Cristo e nel culto di Pasqua,  alla risurrezione di Cristo.

No, i valdesi e metodisti non hanno fatto alcuna richiesta di riconoscimento delle proprie festività religiose di cui all'art. 6 del DPR 487/1994.
Questo argomento infatti non è contemplato né nella legge 449/1984, applicativa dell'Intesa che regola i rapporti tra lo Stato e le chiese valdesi e metodiste, né nelle successive modifiche e integrazioni alla medesima.