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  • Il tradimento

    di Giuseppe Platone

    Giuda, in cui si poteva avere la massima fiducia, tradisce. Letteralmente consegna Gesù ai suoi nemici mortali. Eppure Gesù non farà nulla per bloccare il tradimento

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  • Conoscere Dio

    di Giuseppe Platone

    «...piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell'amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi  quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio» (Efesini 3, 14-19).
    L’oggetto di questa preghiera d’intercessione esprime l’augurio che i lettori giungano al traguardo di conoscere Dio. Ma cosa occorre fare per conoscere Dio?

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  • L'albero della vita

    di Giuseppe Platone

    «Dio il Signore piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi pose l'uomo che aveva formato. Dio il Signore fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e buoni per nutrirsi, tra i quali l'albero della vita in mezzo al giardino...» (Genesi 2,8-9).
    Il giardino è l’immagine più bella di questa nuova armonia che sostituisce il caos primordiale. Entro tale giardino il Creatore pone l’uomo, maschio e femmina e, tra gli alberi, anche l’albero della vita.

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  • Romani 8,26-27

    di Jean-Félix Kamba Nzolo

    «Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Di
    Come preghiamo? Cosa diciamo quando preghiamo? A chi rivolgiamo la nostra preghiera? Domande impegnative che comportano un’analisi della nostra preghiera e una riflessione critica

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  • Matteo 9,11-12

    di Jean-Félix Kamba Nzolo

    «I farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: "Perché il vostro maestro mangia con i pubblicani e con i peccatori?" Ma Gesù, avendoli uditi, disse: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati"»
    Gesù si rivolge ai benpensanti e ai farisei di oggi che dividono le persone in categorie, che vedono nei diversi per colore della pelle, cultura, religione, tendenze sessuali, un rischio per la società e per la sicurezza.

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