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  • Ezechiele 34,3

    di Winfrid Pfannkuche

    Dio stesso diventa pastore, noi diventiamo pecore, il suo gregge. Siamo uomini e donne ed egli è il nostro Dio

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  • Giovanni 21,3 ss.

    di Winfrid Pfannkuche

    Un dipinto tragico della realtà umana: in una piccola barca in mezzo ad un mare di incertezze e, allo stesso tempo, gettiamo al buio le nostre speranze. Tutta la notte. Tutta la vita. Non sapendo che pesci pigliare. Interpellati da uno straniero in riva al mare, i discepoli fanno da portavoce alla tragedia umana. E qui il dipinto diventa una fotografia di estrema attualità...

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  • Matteo 28,4

    di Winfrid Pfannkuche

    «E, per lo spavento che ne ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte».
    Spesso non rappresentiamo altro che le guardie romane, la pattuglia di Ponzio Pilato impalata in questa storia controllata, sigillata, dominata, messa in scena, da millenni, tutta familiare ormai, tutta nostra ormai, tradizione, le nostre “radici”. Eppure, le guardie romane non sanno dove sono capitate...

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  • Marco 14,4

    di Winfrid Pfannkuche

    «Alcuni, indignatisi, dicevano tra di loro: "Perché si è fatto questo spreco d’olio? Si poteva vendere quest’olio per più di trecento denari, e darli ai poveri"».
    Non cogliamo la novità, la bellezza del gesto dirompente della donna. Continuiamo a ragionare come abbiamo sempre ragionato. A proporre quel che abbiamo sempre proposto.

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  • Genesi 22, 11 ss.

    di Winfrid Pfannkuche

    «Ma l'angelo del SIGNORE lo chiamò dal cielo e disse: "Abraamo, Abraamo!" Egli rispose: "Eccomi". E l'angelo: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli male..."».
    Isacco è stato risparmiato. Ma Dio non si è risparmiato, ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio.

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