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Come dedurre le offerte in denaro

deducibilità fiscale

Tutti coloro che fanno delle offerte in denaro alle chiese ed enti metodisti o valdesi hanno la possibilità di dedurle al momento della dichiarazione dei redditi IRPEF fino ad un ammontare annuo di euro 1.032,91 purché abbiano richiesto la necessaria certificazione alla chiesa o all’ente metodista o valdese a cui hanno fatto l’offerta o le offerte.

La normativa pubblica che prevede tale diritto è la seguente:



DPR 917/86, art. 10: è la norma "generale" del Testo Unico delle Imposte sui Redditi che prevede la deducibilità delle offerte (tecnicamente “erogazioni liberali in denaro”) indirizzate alle chiese. Il riferimento preciso per le chiese Valdesi e Metodiste è la lettera L) dell’articolo in questione, dove viene richiamato l’art. 3 della legge 5 ottobre 1993 n. 409;
   
Legge 409/1993, art. 3: è l’articolo di legge richiamato al punto precedente che, al secondo comma, stabilisce il limite massimo di deducibilità delle offerte (2 milioni di lire, pari a euro 1.032,91);
   
DM 11/12/1993 è il Decreto Ministeriale che, in attuazione della Legge 409/93, determina le modalità operative per la deduzione delle offerte. Il decreto, richiamato nel comma 3 dell’articolo di legge di cui al punto precedente, prevede specificamente la ricevuta rilasciata dalla Tavola Valdese (o dai cassieri locali, in possesso di delega da parte della stessa) come comprovante per la deduzione.
   
Le istruzioni per la compilazione del 730/2021, pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate, a pagina 63 secondo capoverso riportano quanto segue: "Le erogazioni liberali effettuate nei confronti della Chiesa Evangelica Valdese, Unioni delle Chiese metodiste e valdesi, possono risultare anche dall’attestazione o certificazione rilasciata dalla Tavola Valdese, su appositi stampati da questa predisposti e numerati che devono contenere il numero progressivo dell’attestazione o certificazione, cognome, nome e comune di residenza del donante, l’importo dell’erogazione liberale e la relativa causale". Confermano pienamente che il documento firmato dal cassiere è valido.
   

Nel caso in cui il contribuente incontri resistenze, ingiustificate e arbitrarie, da parte di commercialisti o CAAF (Centri Autorizzati Assistenza Fiscale) nell’accettare come valida la ricevuta rilasciata dai cassieri ai fini della "defiscalizzazione" delle offerte indirizzate alle nostre chiese o enti, è necessario insistere facendo presente la normativa in vigore che abbiamo indicato. Se le resistenze non vengono superate, vi chiediamo di segnalarcelo e nel frattempo rivolgervi ad altro commercialista o CAAF.