Il 5 settembre, con una giornata piena di sole, il nostro aereo decolla da Caselle verso l'Inghilterra dove gli amici inglesi della Waldensian Fellowship ci stanno aspettando.
All'areoporto inglese di Stansted siamo attesi da alcuni membri della comunità di St. Ives e da una lieve pioggerellina tanto per non smentire l'idea che gli italiani hanno del tempo atmosferico inglese!
Inizia così il nostro viaggio organizzato dalla Chiesa Valdese in collaborazione con la Chiesa Riformata dell'Inghilterra e del Galles: un viaggio attraverso varie comunità che ci darà l'occasione di conoscere nuove realtà e rinsaldare vecchie amicizie.
A St. Ives, prima tappa del nostro viaggio, abbiamo avuto modo di conoscere e approfondire la storia di Oliver Cromwell, nato in un paese vicino e vissuto a St. Ives per un periodo al tempo delle guerre di religione. A lui la città ha dedicato una statua e parte del museo storico.
Il secondo giorno è trascorso visitando la città di Cambridge, con i suoi numerosi Colleges, e la Facoltà di Teologia (Westminster College) fondata da due sorelle londinesi alla fine dell'800. Da St. Ives il nostro viaggio prosegue per Sale, una città ai margini della periferia sud di Manchester, tappa obbligatoria per tutti i viaggi perché è da lì che è nata la storia dell'amicizia che lega le nostre due chiese. Gli instancabili coniugi Cowhig (Bill e Ruth) ci accolgono, assieme agli altri membri della chiesa locale, con tè, caffè e dolci: uno dei tradizionali momenti dell'ospitalità inglese che avremo modo di apprezzare per tutto il viaggio!
Nei giorni in cui siamo rimasti a Sale abbiamo fatto una gita ad Halifax dove siamo stati accolti per il pranzo dalla locale comunità, a York, una delle più belle città medievali inglesi con una magnifica cattedrale in stile gotico, e partecipato al culto con la comunità. Da Sale l'itinerario continua verso il Galles con una tappa al Centre for Alternative Technology, dove vengono svolte ricerche su nuove possibilità di risorse energetiche. Al centro ci attendono David e Hillary Huckfield che ci accompagneranno fino ad Aberystwyth, una cittadina universitaria sulla costa gallese, sede della Biblioteca Nazionale e un tempo famoso centro balneare. Lì ci attende la comunità della chiesa di St. David che ci ha preparato la cena e una serata di diapositive sul Galles come benvenuto nel loro paese. Ma il benvenuto ce lo dà anche la pioggia, elemento indispensabile per capire come si vive in Galles, che due giorno dopo ci accompagnerà nella nostra gita al castello di Harlech. Peccato perché il paesaggio visto era bellissimo e lo sarebbe stato ancor di più in una bella giornata di sole! Poco male, a compensare le brutte condizioni atmosferiche ci hanno pensato i nostri amici gallesi offrendoci due bellissime serate: la prima con musiche e canti tradizionali gallesi interpretati da una bravissima arpista e la seconda trascorsa a casa del pastore David Morgan, con canti, poesie e tanta allegria!
Terminiamo il nostro soggiorno con un breve culto e lasciamo il Galles ricordando il forte spirito nazionalista di questi amici, in particolare a difesa della lingua gallese e della propria identità.
Dal Galles ci trasferiamo a Coventry, una città industriale di 300 mila abitanti con una forte presenza di immigrati provenienti dai paesi indiani. Simbolo della città è la vecchia cattedrale bombardata nella seconda guerra mondiale i cui ruderi sono stati lasciati come monito per le generazioni a venire. A fianco, quasi come un prolungamento, sorge la nuova cattedrale, vera espressione della riconciliazione fra i popoli e le religioni.
L'ultima tappa ci porta a Yardley Hastings, un tipico paesino della campagna inglese dove sorge un centro giovanile della Chiesa Riformata Unita. I due giorni che trascorriamo presso il centro ci danno modo di riposarci dopo tutti gli spostamenti e di tirare le somme sulla nostra esperienza insieme ad Yvonne Jones e George Morton, rispettivamente segretaria e tesoriere della Waldensian Fellowship. Il viaggio ha suscitato un vivo interesse non solo dal punto di vista turistico, ma ha evidenziato un elevato spirito di fraternità ed amicizia delle persone che ci hanno accolti, con le quali abbiamo anche avuto intensi momenti di comunione e preghiera.
Grazie a tutte le comunità e alle famiglie che ci hanno ospitato: da St. Ives a Yardley Hastings abbiamo avuto un'accoglienza veramente fraterna. Grazie anche a Massimo Long per il prezioso lavoro svolto sia a livello organizzativo che di traduzione per tutta la durata del viaggio.
In fondo a questo nostro viaggio così ricco di incontri di rapporti umani e fraternità resta il nostro rammarico per ciò che è accaduto l'11 settembre negli Stati Uniti. Siamo molto vicini a tutte le persone che soffrono, che hanno perso i loro cari, a tutti i bambini rimasti orfani e a tutte le persone che in ospedale combattono per la vita. La nostra preghiera sia di conforto e di solidarietà per tutti.