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SINODO 2011

GLI ATTI DEL SINODO

CARCERI

Il Sinodo
- sottolinea la straordinaria gravità dell’emergenza carceri in tutto il Paese (testimoniata anche dall’alto numero di suicidi e di atti di autolesionismo) a causa dell’insostenibile sovraffollamento, dell’inadeguatezza delle strutture penitenziarie, della carenza di organico di polizia penitenziaria, direttori ed educatori, dell’insufficienza dell’assistenza sanitaria;
- ricorda le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha definito la situazione delle carceri italiane “una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile” e “una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana - fino all'impulso a togliersi la vita - di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo...”;
- condivide le proposte per una riduzione del sovraffollamento carcerario perché la pena detentiva costituisca effettivamente l'ultima risorsa all'offesa criminale e trovi applicazione il principio contenuto nell'art. 4 delle Regole penitenziarie europee secondo cui “le condizioni detentive che violano i diritti umani non possono essere giustificate dalla mancanza di risorse” così che gli ingressi – tranne che per gravi reati – siano scaglionati in ragione della capienza;
- condivide inoltre “le piccole proposte” volte a non distruggere oltre ai detenuti anche le loro famiglie (purtroppo spesso vittime secondarie da nessuno considerate) migliorando le condizioni, il numero e la qualità dei contatti tra i detenuti e i loro famigliari;
- afferma che per noi credenti in Cristo, occorre uscire dal torpore e far risuonare dai tetti la parola di Gesù: “Fui prigioniero e veniste a trovarmi... in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me” Matteo 25:39-40.
In questo senso il Sinodo
- segnala come oggi una delle offese più gravi alla libertà di fede si consumi proprio negli istituti carcerari dove la maggior parte dei detenuti stranieri non ha accesso ad alcuna assistenza spirituale;
- ritiene il carcere uno dei principali banchi di prova della capacità delle chiese di realizzare il dialogo interreligioso.
Nella linea di un impegno che le chiese valdesi e metodiste portano avanti da tempo, il Sinodo invita la Tavola valdese a vigilare sulla situazione negli istituti penali italiani e sull'effettivo rispetto della dignità dei detenuti, degli internati e degli operatori carcerari.
 

FINE VITA

Il Sinodo
informato della proposta di legge sul fine vita e del suo attuale iter parlamentare e dell’esperienza delle chiese impegnate nella raccolta delle direttive di fine vita (testamento biologico),
- ribadisce gli orientamenti espressi dal Sinodo 2007 (29/SI/2007) che recepiva il documento n. 12 del Gruppo di lavoro sui problemi etici posti dalla scienza (commissione bioetica);
- incoraggia le chiese a proseguire il loro impegno nella raccolta dei testamenti biologici;
- chiede alle chiese impegnate nella raccolta di farsi promotrici in sinergia con la Tavola valdese, di un convegno nazionale che coinvolga le associazioni impegnate su questo fronte;
- esprime la sua contrarietà all’approvazione dell’attuale disegno di legge in discussione in quanto contrario all’autodeterminazione del cittadino/a ad esprimere le sue volontà;
- auspica una radicale revisione del disegno di legge che ponga al centro la volontà finale del paziente e riconosca la valenza terapeutica di idratazione ed alimentazione forzate;
- sottolinea l'importanza di proseguire l'approfondimento di questo come degli altri temi etici posti all'attenzione pubblica ed ecclesiastica, alla luce della libertà che la Parola di Dio proietta su tutte le cose.
 

PROFUGHI

Il Sinodo,
di fronte al protrarsi dell’emergenza profughi, si rallegra per l’accoglienza praticata da alcune nostre chiese, opere ed organismi ecclesiastici; chiede alla Tavola di continuare a dedicarvi attenzione e alla Chiesa tutta di proseguire il proprio impegno.

 

VISTI DI INGRESSO IN ITALIA

Il Sinodo,
  - consapevole di come la situazione mondiale continui a spingere l’Europa (e non solo) a una costante e sempre più discriminante chiusura delle frontiere, dipingendo con tali atti un’illusoria sensazione di sicurezza per un’opinione pubblica che viene spinta strumentalmente a richiederla a gran voce;
  - consapevole di come tale crescente chiusura renda sempre più complicato, umiliante, burocratico e soprattutto discrezionale l’ottenimento di normali permessi di soggiorno, anche solo per brevi periodi;
  - consapevole di come enti e istituti delle nostre chiese che lavorano anche in contesto internazionale, registrino oramai la quasi impossibilità di superare tali chiusure, per ottenere visti e permessi per pastori, studenti, volontari, oratori, partecipanti ai campi, provenienti da paesi extra-Schengen, per partecipare alla vita delle nostre chiese;
- ribadisce la propria convinzione che la dimensione universale della fede e dell’amore non possa consentire alcun tipo di paurosa chiusura;
- denuncia a gran voce tale situazione, ricordando che la chiusura non offre sicurezza ma un isolamento pericoloso, impoverente e comunque illusorio, che la disperazione di quanti spingono alle nostre frontiere non deve e neanche può essere esclusa e che tale atteggiamento miope finisce solo per aumentare tale disperazione, che finisce poi, a prezzo di numerose vite umane, per aprirsi comunque un varco;
- denuncia la discrezionalità delle nostre leggi, che non offrono a tutte le confessioni religiose (che siano o meno firmatarie di un’intesa con lo Stato italiano) le medesime possibilità di ottenere visti per motivi religiosi;
- denuncia il fatto che non sia prevista in nessuna maniera la possibilità di ottenere visti per motivi di volontariato o simili, il che dimostra anche nella tipologia dei visti dei nostri paesi una mentalità volta unicamente al profitto e al mercato;
- invita la Tavola valdese a proseguire a fare pressione negli ambiti ministeriali adeguati per denunciare tale situazione;
- invita le chiese a continuare a muoversi nella loro opera di denuncia delle campagne fobiche che avvelenano l’opinione pubblica e a continuare a trovare e mettere in atto campagne efficaci contro la paura del diverso e dello straniero.
 

150° ANNIVERSARIO DELL'UNITA' D'ITALIA

Il Sinodo si rallegra per le iniziative proposte dalle nostre chiese in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia che sono state, tra l’altro, momenti di riflessione e di confronto sul ruolo delle chiese evangeliche ieri e oggi e che hanno saputo diversificarsi a seconda della collocazione geografica; auspica che la riflessione sull’argomento continui valorizzando i diversi punti di vista.

 

Il nostro Paese ha ricordato i 150 anni dell'unità sotto lo slogan "Fare gli italiani", manifestando un profondo interesse e una volontà di elaborazione critica del patrimonio ideale e spirituale del Risorgimento, benché si trovi stretto tra preoccupazioni e speranze per l'attuale situazione sociale ed economica. Le Chiese valdesi e metodiste, che ebbero parte numericamente piccola ma culturalmente importante nella storia del Risorgimento, si sono sentite coinvolte dalla ricorrenza e vi hanno partecipato attivamente e volenterosamente.
Nonostante i suoi limiti e i suoi fallimenti, il progetto del Risorgimento mantiene una forte attualità come impegno nella costruzione continua del Paese e dei suoi cittadini in piena libertà e dignità.
Il Risorgimento ha infatti aperto la possibilità della libera diffusione della Bibbia in Italia ed in questo fatto gli evangelici hanno visto un'opportunità fondamentale per l'edificazione, tramite la conoscenza della Parola di Dio, di individui liberati da condizionamenti che mantengono in uno stato di minorità ed emancipati in vista di una crescita civile, sociale e economica. A 150 anni di distanza notiamo come nel nostro Paese vi sia ancora fame di questa Parola e tale constatazione deve spingerci a rinnovare l'impegno per la diffusione della conoscenza biblica.
Il Risorgimento ha inoltre prodotto una libertà politica e una libertà di coscienza che per un certo numero di italiani ha significato la libertà di adesione alle Chiese evangeliche. Oggi, una riflessione sulla libertà non può per noi prescindere: dalla vocazione rivolta da Dio, dall'inserimento in un progetto di testimonianza, da una visione del futuro aperta a un cammino comune faticoso ma ricco di meraviglie.
Il Risorgimento, infine, non ha inteso costruire solo un'unità politica, ma una società nuova e migliore. Le Chiese evangeliche hanno partecipato a questo processo con passione e convinzione, intendendo in tal modo esprimere la propria riconoscenza a Dio nella condivisione dei suoi doni e nella testimonianza della sua signoria. Oggi più che mai siamo chiamati a vivere tale vocazione nella riflessione e nell'impegno sui temi dei diritti sociali e dei diritti civili.
Le Chiese e tutti i loro membri sono invitate ad esprimere la loro riconoscenza al Signore per la libertà di cui hanno goduto, e per la difesa della quale hanno lottato, impegnandosi affinché tali diritti siano estesi a tutti i soggetti che con noi condividono il presente ed il futuro del nostro Paese.

 

INFANZIA E ADOLESCENZA

Il Sinodo ,
  - ritenendo il tema “infanzia e adolescenza negate” di estrema rilevanza tanto sotto il profilo sociale quanto per ciò che attiene al senso della nostra predicazione;
  - considerando prioritario il sostegno alla genitorialità per l’intervento socio-educativo delle nostre chiese;
  - constatando il progressivo e costante smantellamento dello stato sociale messo in atto dall’amministrazione pubblica e le conseguenti ricadute sulle famiglie;
- dà mandato alla Tavola, come chiesto dall’atto 17/CDIV/2011, di istituire un “osservatorio permanente per l’educazione, l’infanzia e l’adolescenza” con l’incarico di studiare un piano complessivo di intervento volto a contrastare la negazione dell’infanzia e dell’adolescenza che sia di supporto alle nostre opere e a quanti nella società civile sono impegnati nel settore.
 

CAMBIAMENTI CLIMATICI

Il Sinodo,
considerato che viviamo in un contesto in cui i cambiamenti climatici causati dallo sviluppo industriale umano pesano grandemente sulle nostre condizioni di vita e provocano squilibri economici e sociali che schiacciano le popolazioni dei paesi più poveri: carestie e siccità, profughi climatici, innalzamento del livello degli oceani ne sono solo i primi segnali,
- ritiene che le chiese e i singoli/e credenti, radicate nella confessione di fede del Dio creatore e datore di vita, sono chiamate a lavorare in profondità per la riduzione delle emissioni di CO2 come segno di una conversione che possa guidare anche le nostre scelte collettive;
- invita le chiese a proseguire con forza nel cammino di trasformazione dei propri stili di consumo energetico utilizzando tutte le risorse di approfondimento che provengono dalla società e dalle reti ecumeniche;
- segnala alle chiese il materiale prodotto dalla commissione FCEI GLAM (globalizzazione e ambiente) che quest'anno offre testi sul tema delle foreste e un convegno di raccordo tra eco-comunità.
 

KINGSTON

Il Sinodo fa proprio il percorso del Consiglio ecumenico (WCC-COE) di pratiche e riflessioni in vista di una Pace radicata nella Giustizia. In particolare accoglie i materiali e il messaggio della Convocazione Ecumenica Mondiale di Kingston e li invia alle chiese per un percorso di studio.

 

EVANGELIZZAZIONE

- ribadisce che l'evangelizzazione, cioè l'annuncio esplicito della salvezza in Cristo, è vocazione imprescindibile della chiesa;
- sottolinea la necessità di un appassionato e rinnovato impegno delle chiese, dei circuiti e dei distretti, di tutti e di ciascuno, nella missione di annuncio dell'Evangelo all'Italia;
- dà mandato alla Tavola di studiare forme, mezzi e finanziamenti al fine di organizzare una campagna evangelistica a livello nazionale.
 

QUARANTENNALE DELLA CEVAA

Il Sinodo
- ringrazia il Signore per i doni che ci ha elargito nei 40 anni di vita della CEVAA – Comunità di chiese in missione e Gli chiede di continuare a benedire la testimonianza che anche grazie ad essa le chiese membro portano nei rispettivi contesti;
- invita le chiese locali a festeggiare l’anniversario in occasione della prossima domenica della CEVAA;
- decide di avere un momento di celebrazione in occasione della prossima sessione sinodale;
- invita tutti gli organismi ecclesiastici a studiare, d’intesa con il Comitato italiano per la CEVAA, delle forme di partecipazione all’Assemblea generale che si terrà a Torre Pellice dall’11 al 24 ottobre 2012.
 

COLLABORAZIONE

Il Sinodo, rallegrandosi dell'esito positivo dell’esperienza del Percorso di formazione interculturale per Predicatori locali,
- incoraggia il gruppo di coordinamento a elaborare nuove proposte di formazione interculturale per l’insieme delle nostre chiese;
- invita la Tavola valdese, sulla base di questa esperienza, a elaborare un programma a più lungo termine, in collaborazione con il progetto “Essere Chiesa Insieme” della FCEI;
- invita le chiese a individuare fratelli e sorelle di tutte le origini geografiche e culturali, italiani/e compresi, a intraprendere questo cammino di scoperta reciproca e di crescita comune;
- invita le chiese a incoraggiare la partecipazione ai seminari proposti da “Essere chiesa insieme” durante l’anno 2011-2012.
 

ESSERE CHIESA INSIEME

Il Sinodo, ringraziando il Signore per l’arricchimento che la crescente presenza di fratelli e sorelle provenienti da altri Paesi porta alla nostra Chiesa,
- si rallegra per la formazione della Chiesa metodista di Bassano del Grappa nella nostra Unione di chiese, che è di ciò testimonianza;
- raccomanda che il dialogo tra le varie componenti culturali delle nostre chiese sia improntato all’ascolto reciproco nella prospettiva della mutua integrazione, affrontando le difficoltà con spirito di preghiera e di comune sottomissione al Signore Gesù Cristo;
- chiede che tutte le chiese locali, anche quelle composte unicamente da membri che condividono la stessa origine nazionale, si impegnino in questo processo di integrazione nella prospettiva di una testimonianza dell’Evangelo nella società italiana.
 

BENEDIZIONI

Il Sinodo, ritenendo
- che la chiesa nel suo insieme, abbia ben iniziato il processo di approfondimento e confronto richiesto dall’atto 83/SI/2010;
- che nelle nostre chiese siano presenti posizioni e sensibilità molto diverse sull’argomento della benedizione delle coppie dello stesso sesso;
incoraggia le chiese
- a proseguire nel cammino intrapreso, estendendo la propria riflessione ai temi della famiglia e della genitorialità;
- a impegnarsi per migliorare il clima di ascolto reciproco, evitando giudizi squalificanti;
- a vivere queste diversità in un clima di fraternità e di unità.
 

FAMIGLIA

Il Sinodo, considerando opportuna una riflessione approfondita su famiglia, matrimonio e coppie di fatto, invita la Tavola a nominare una commissione che ne affronti i diversi aspetti teologici, ecclesiologici e regolamentari in vista di una prossima discussione sinodale.

 
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