| 150 ANNI UNITA' D'ITALIA
Il tema dei "150 dell'Unità d'Italia" ha fatto oggetto del dibattito dei lavori sinodali di martedì mattina. La commissione nominata dalla Tavola Valdese per organizzare le manifestazioni del 2011 ha riferito in merito ai progetti in corso di elaborazione. Sono previsti alcuni convegni storici e la pubblicazione di materiale informativo. La commissione ha fortemente ribadito l'importanza di partecipare a questo momento di rievocazione storica che mira a valorizzare il Risorgimento come momento fondante dell'identità del nostro Paese. Il Sinodo ha incoraggiato la commissione a proseguire i suoi lavori nella direzione avviata.
Estratto dalla relazione della commissione d'esame in apertura del dibattito sull'argomento
Una riflessione sui centocinquanta anni dell’Unità d’Italia è quello che la Tavola richiede a questo Sinodo, inserendo questo tema come secondo argomento d’interesse nella sua relazione. Ci si accosta a questo discorso inserendolo in un contesto chiaro, utilizzando espressioni altrettanto precise: assistiamo infatti «[…] al riemergere di revisionismi tesi a riabilitare lo stato borbonico e quello pontificio legittimando e celebrando la loro opposizione al processo risorgimentale e quindi alla costituzione dello Stato Unitario». Questo quadro viene ancor meglio definito inserendo la tematica nord-sud, quando si fa preciso riferimento alle strumentalizzazioni di questi ingenui revisionismi da parte di chi «intende rivendicare gli interessi esclusivi di una parte del paese». I temi fondamentali della libertà religiosa e della laicità dello Stato assumono in queste celebrazioni un significato speciale, in quanto «[…] solo nell’Unità, l’Italia ha potuto conoscere la modernità, ha scoperto il valore della laicità e della libertà di coscienza». La Commissione d'Esame concorda nei temi e appoggia le preoccupazioni fin qui evidenziate dalla Tavola nella presentazione al Sinodo di questo capitolo.
A sottolineare, qualora ve ne fosse bisogno, l’importanza di queste celebrazioni provvede anche l’apertura della relazione al Sinodo del CP/OPCEMI: ai 150 anni d’Unità d’Italia corrispondono i 150 anni di presenza e militanza metodista nel nostro paese. Ma forse è proprio la testimonianza di Piggott, il quale - deluso come forse lo siamo noi ora - commentava il ridimensionamento degli obbiettivi della missione, a rappresentare meglio lo spirito con il quale dobbiamo valutare l’intera tematica:
«[…] Siamo arrivati a capire che la nostra vocazione e la nostra speranza non avrebbero ripetuto la rivoluzione del XVI secolo, ma avrebbero raggiunto lentamente dei risultati più modesti. E così il nostro lavoro ha finito per apparirci sotto questo modesto e duplice aspetto: primo, la creazione di piccole comunità di vita cristiana, chiese vere di due o tre elementi, minuscole fonti di luce viva, sparse per il Paese in numero sufficiente perché quelle anime, i cui bisogni spirituali non traggono più soddisfazione nella chiesa del loro Paese, possano ritrovarsi in un contesto nuovo bastante per la personale comunione cristiana; secondo, lanciare dei raggi di luce nel gran buio esterno, alimentando la ricerca religiosa e mettendo in crisi, minando la superstizione, scuotendo le false certezze, facendo sì che la gente legga le semplici storie dell’Evangelo e le applichi per sé. Tutto ciò fidando che nei tempi e nei modo buoni di Dio, la conoscenza nazionale si risvegli».
Più che l’idea di una «piccolezza fiera e vigilante», questo estratto ci suggerisce che in questo momento di difficoltà e di preoccupazioni ciò che deve essere tutelato sono le piccole comunità di vita cristiana, affinché chiunque possa ritrovarsi in comunione. Questo non significa chiudersi in sé stessi e aspettare tempi migliori, ma piuttosto lanciare dei raggi di luce verso l’esterno, mettere in crisi, scuotere le false certezze con la lieta certezza della fede. E soprattutto occorre pregare, pregare fidando che – allora come oggi – la coscienza nazionale si risvegli.
La Commissione d'Esame vuole quindi proporre al Sinodo la tematica dei centocinquanta anni dell’Unità d’Italia, con i suoi ambiti culturali ed etici, come filo rosso che unisca il Metodismo in Italia, la cultura e la comunicazione e la formazione.
24 agosto 2010 |