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METODISTI

John WesleyIl nome "metodista" nel senso letterale del termine: gente che ha metodo, "metodica", fu dato intorno al 1730 ad un gruppo di giovani protestanti inglesi che si riunivano per studiare la Bibbia e impegnarsi a vivere una vita cristiana molto regolata.

Alcuni di loro erano anche pastori della Chiesa d'Inghilterra (Chiesa anglicana). Fra questi si notavano i due fratelli Wesley che, attraversata una profonda crisi religiosa, si sentirono chiamati a predicare il messaggio dell'Evangelo in modo più diretto e concreto aiutando i bisognosi, visitando i malati e cercando di venire incontro alla gente nella grande crisi che attraversava l'Inghilterra in fase di sviluppo industriale. Non incontrando sempre il favore del clero anglicano presero l'abitudine di predicare all'aperto o nelle piazze dei paesi.

Il movimento si estese rapidamente anche in America dove ebbe grande importanza nell'avanzata dei coloni verso l'Ovest; mentre le chiese ufficiali avevano una organizzazione molto rigida con cappelle, preti o pastori, ai predicatori metodisti bastava una tenda e lasciavano poi che i membri delle nuove congregazioni si organizzassero. Di qui la grande importanza alla responsabilità dei laici nella vita della chiesa.
Non meno importante fu la presenza del movimento metodista in campo sociale. Furono spesso i predicatori metodisti e i membri attivi della parrocchie che formarono i primi gruppi in ambiente operaio da cui nacquero le Trade Unions cioè i sindacati inglesi e americani.

Oggi la chiesa metodista è sparsa in tutto il mondo e conta diversi milioni di fedeli. In Italia dei gruppi metodisti si costituirono nell'Ottocento ad opera di predicatori inglesi e americani. Successivamente, con un Patto di integrazione con la chiesa valdese, hanno costituito con quest'ultima la “Chiesa evangelica valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi”.

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