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Affidarci a Gesù

La salvezza comincia quando smettiamo di nasconderci e ci presentiamo a Dio così come siamo

«Gesù gli domandò: “Che vuoi che io ti faccia?” Egli rispose: “Signore, che io ricuperi la vista”. E Gesù gli disse: “Ricupera la vista; la tua fede ti ha salvato».

Lc 18,41-42

Gesù che ha appena annunciato la sua Passione ai suoi discepoli ora si trova davanti a un cieco che, urlandogli dietro, chiede aiuto. Gesù non fa come la folla che vuole zittire il cieco. Colui che sale a Gerusalemme verso la croce, si ferma davanti a un mendicante ai margini della strada e gli rivolge una domanda inaspettata: «Che vuoi che io ti faccia?».  

Gesù non impone dall’alto una soluzione, ma prende sul serio il desiderio di un uomo ferito, emarginato e costretto a mendicare. Lo invita a dire a voce alta ciò che più gli pesa, ciò che più sogna. Anche la risposta non è ovvia: il cieco avrebbe potuto chiedere solo qualche moneta, un po’ di sicurezza in più. Invece osa chiedere tutto: «Che io ricuperi la vista».  

Anche a noi, nelle nostre notti di paura, di malattia, di solitudine, Gesù rivolge la stessa domanda. Ci chiede di passare dal mugugno indistinto alla preghiera concreta, dal “qualcosa” al mettere in parole il nostro bisogno più profondo.  

«La tua fede ti ha salvato»: non è una magia religiosa, ma la fiducia di chi si affida a Gesù e si lascia guardare da lui. La salvezza comincia quando smettiamo di nasconderci e ci presentiamo a Dio così come siamo, con il coraggio di dire: «Signore, che io ricuperi la vista», là dove siamo ciechi all’amore, alla giustizia, alla speranza. In quella richiesta umile e audace, il Risorto apre anche oggi i nostri occhi.

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