"Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà", è il brano del Vangelo di Luca 2/10 che il pastore Samuel Kobia, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), ha scelto per il suo messaggio natalizio indirizzato a tutte le chiese membro dell'organismo ecumenico che raggruppa 348 chiese in 120 paesi del mondo.
Il messaggio si concentra sul ruolo dei pastori che pascolano nei campi intorno a Betlemme, che sono i primi cui gli angeli annunciano la buona notizia della nascita del salvatore Gesù. Secondo il racconto evangelico i pastori riferiscono ad altre persone ciò che hanno visto e sentito: "e tutti coloro che li sentivano, scrive Samuel Kobia, erano meravigliati a ciò che raccontavano i pastori. Meravigliati, senza dubbio, perché si trattava di pastori, persone del tutto ordinarie, che portavano questa buona notizia; pastori, disprezzati ed esclusi dalla loro società perché badavano agli animali e dormivano nei campi. Ma i pastori sono stati trasformati, prosegue Kobia; diventano messaggeri, diventano 'angeli' nel senso originario del termine, che vuol dire appunto 'messaggeri'. Esclusi dalla società antica, i pastori del Vangelo di Luca ci parlano attraverso i secoli e fino al nostro tempo delle tante persone che escludiamo nelle nostre società di oggi".
Samuel Kobia riallaccia la trasformazione dei pastori nel loro incontro con Gesù con la preghiera che ha costituito il motto dell'assemblea del CEC svoltasi nel febbraio di quest'anno a Porto Alegre (Brasile): "Dio, nella tua grazia, trasforma il mondo". "L'Assemblea, afferma Kobia, ha udito storie potenti da molti messaggeri diversi. Molti hanno parlato della speranza, ma anche delle sfide della pace". Il segretario del CEC ha ricordato le situazioni di conflitto in Uganda del Nord, Israele e Palestina, Sudan, Filippine. "Questi messaggi, continua Kobia, parlano della dolorosa testimonianza della chiesa dell'amore e della pace che Cristo può offrire. La storia evangelica di Luca ci incoraggia a vedere che se dei pastori possono diventare angeli, allora ciascuno di noi ha la speranza di diventare un angelo, testimoniando come la grazia di Dio sta trasformando il mondo". Il messaggio di Natale del pastore Kobia si conclude con alcuni stralci della preghiera finale dell'Assemblea di Porto Alegre.
Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 13 dicembre 2006 |