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ATTUALITA': evangelici e societą
 
350 anni fa le “Pasque Piemontesi”
di Daniele Gardiol

Proseguono le iniziative a ricordo del massacro dei valdesi

la delegazione valdese a LondraLa cerimonia si tiene vicino alla sua statua, di fronte al Parlamento. Vi ha partecipato quest’anno anche un rappresentante della Repubblica Italiana, il senatore Lucio Malan, e una delegazione della chiesa Valdese, guidata da Claudio Pasquet.
La statua è quella di Oliver Cromwell, Lord protettore dell’Inghilterra. La celebrazione è per l’anniversario della sua morte, il 3 settembre, organizzata tutti gli anni dalla Cromwell Association.
Ma che centrano i rappresentanti italiani, e perché sono stati invitati a partecipare, a prendere la parola, a cantare? Il motivo c’è, ed è profondamente radicato nella nostra storia e nella nostra memoria. Ha a che fare con la solidarietà.
Trecentocinquanta anni fa, il 6 maggio 1655, il Marchese di Pianezza comunica alla corte sabauda la soluzione del "problema valdese", con un bollettino di guerra degno dell’inquisitore Eymerich, il noto protagonista dei romanzi storici di Valerio Evangelisti: "Già si sono piantate le insegne vittoriose in tutto il recinto di questi alpestri monti... non si sentono più armi ribelli, ogni cosa è deserta... estinta la perversità". L’enclave protestante delle valli valdesi del Piemonte, che da secoli disturba l’unità religiosa dello stato, è spazzata via, con una campagna militare di sole due settimane, grazie all’aiuto di un esercito francese di passaggio.
Ma le cose non vanno come previsto: la notizia della strage viene diffusa, ingigantita, e fa presto il giro del mondo di allora (cioè l’Europa). I paesi protestanti si mobilitano, a tutti i livelli: vengono raccolti fondi tra la popolazione, si muovono le diplomazie. I valdesi diventano il simbolo della chiesa perseguitata dall’anticristo, e la loro vicenda una notizia da prima pagina. In Olanda si distribuiscono alla popolazione i resoconti a fumetti dei massacri, il poeta inglese John Milton scrive addirittura un sonetto dedicato ai martiri della vera religione. Al drappello di guerriglieri valdesi, che tenacemente resiste, guidato da Giosué Gianavello, si uniscono volontari e militari di carriera ugonotti. La Svizzera, tradizionale amica dei valdesi, invia proteste ufficiali. Il Lord protettore dell’Inghilterra Cromwell dà la spallata decisiva, minacciando di inviare le cannoniere. Il Duca di Savoia è costretto a ritornare sui propri passi. I valdesi sono “perdonati”, e reintegrati nei loro pur scarsi diritti.

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