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ATTUALITA': accade nelle chiese
 
Cento anni a coltivare il canto
di Piervaldo Rostan

Le chiese evangeliche hanno sin dall'epoca della Riforma curato con molta passione il canto. Lutero e Calvino hanno scritto testi o tradotto salmi che l'assemblea cantava nel corso del culto. Questa tradizione si è mantenuta vivissima in tutto il mondo protestante, basterebbe ricordare gli spirituals dei negri d'America. Accanto però alla musica religiosa si è sviluppata anche nei paesi protestanti una musica profana di carattere popolare con canti di varia natura. Sono sorte così associazioni musicali, gruppi corali per coltivare questa tradizione. Anche nelle Valli valdesi questo fenomeno è stato presente dal Settecento ed il loro patrimonio musicale è fra i più ricchi dell'intero arco alpino. Uno dei gruppi corali più antichi è la corale valdese di Torre Pellice che celebra quest'anno il suo centenario.

corale valdese di Torre PelliceCento anni di canto sono un bel traguardo ed è l’anniversario che festeggia quest’anno la Corale valdese di Torre Pellice, fondata il 2 novembre 1912 con un suo specifico statuto. La «Società corale», come venne allora chiamata, si ritrovava una volta alla settimana per gli esercizi di canto sotto la guida del direttore Alessandro Rivoir. Si trattava, già allora, di un coro misto, «con lo scopo di coltivare il canto in generale e in particolare il canto sacro»; finalità che sono rimaste costanti attraverso il secolo che quest’anno i coralisti stanno ricordando.

La corale sta organizzando diversi momenti per festeggiare la ricorrenza, il primo dei quali si è appena svolto, la sera del 17 febbraio nel tempio di Torre Pellice. «È la mia storia, è la mia fe'...» il titolo di una serata davvero particolare in cui insieme alla corale si è esibito il quintetto «Architorti»: l’abbinamento è risultato, in un tempio gremito di pubblico fra cui Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese, che ha portato il suo saluto, decisamente piacevole, creando un’atmosfera di grande coinvolgimento. Tanto più che, al culmine di vari mesi di prove dei rispettivi ensemble, le prove di «amalgama» fra corale e quintetto strumentale sono state soltanto due. Il concerto ha seguito alcuni temi classici della storia valdese, con un’attenzione particolare alla libertà celebrata il 17: la libertà negata, la libertà repressa, la libertà limitata, la libertà conquistata e la libertà allargata con due brani non proprio legati alla storia valdesi come Vitti na crozza e Bella ciao. Prima però spazio ai classici; fra gli altri Qual forte rocca, Baron Letron, Charles Albert et la liberté. «Nell’individuare quali brani fossero particolarmente adatti a sottolineare certi periodi – dice Roberto Davit, membro del seggio della Corale – siamo stati aiutati da Carlo Arnoulet e da Ferruccio Corsani, quest’ultimo direttore del coro per ben 45 anni».

Una decina i direttori in questo secolo di vita della corale. Cento anni scanditi da un’attività ricca di concerti (oltre 200), registrazioni prima su dischi in vinile e poi su cd (è in preparazione una raccolta che recupera brani dai vecchi dischi a partire dal 1962, ndr), visite «canore» a comunità italiane ed estere, «veri e propri gemellaggi come quelli con Vandoncourt in Francia e Morges in Svizzera», ricorda Annalisa Sappé, coralista quasi dalla nascita, provenendo da famiglia da sempre impegnata nel coro. Ma soprattutto resta la partecipazione ai culti, come vera e propria guida al canto, secondo lo spirito originale.

Nel corso di questo 2012 i festeggiamenti proseguiranno con vari appuntamenti: «Il 31 marzo, al Centro culturale valdese, verrà inaugurata una mostra antologica sulla Corale – spiega Ombretta Arnoulet –. Successivamente, a Pentecoste, la tradizionale giornata comunitaria ci vedrà impegnati nella realizzazione del culto; in quell’occasione dovremmo avere come ospiti il Coretto valdese, i trombettieri, ma anche gli ospiti di Vandoncourt e Morges. Durante il Sinodo presenteremo una serata con il Coro del Collegio inframmezzata da letture di Jean-Louis Sappé e Maura Bertin. Infine a inizio dicembre avremo un concerto conclusivo di questa lunga annata di festa».

Dunque una corale che nel ricordare il proprio anniversario cerca il contatto e la condivisione con gli altri gruppi musicali; «Oggi la corale consta di 3 tenori, 4-5 bassi, 10 contralti e 17 soprani – sottolinea Marina Gerbaudo, presidente del coro –; è chiaro che mancano un po’ le voci maschili e che sarebbe bello coinvolgere di più i giovani. Speriamo che l’anniversario possa servire anche a questo».

Tratto da Riforma del 24 febbraio 2012

 
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