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  • Matteo 5, 8

    di Emanuele Fiume

    Il Signore Gesù Cristo dice: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio
    Il cuore, nel mondo antico, era considerato la sede non soltanto dei sentimenti, ma anche dei pensieri. Era considerato il motore delle azioni e delle scelte, tanto spontanee quanto meditate. Questa parte dei discepoli, l’origine dell’azione, deve essere puro, non doppio, non torbido, non divaricato tra apparenza e sostanza. Cioè, diretto soltanto ai buoni sentimenti? Un cuore che sceglie il bene?

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  • Matteo 5, 7

    di Emanuele Fiume

    Il Signore Gesù Cristo dice: «Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta».
    La misericordia, cioè la disposizione al perdono e all’aiuto verso il più debole, è una caratteristica di Dio. Ma l’ebraico biblico esprime questo concetto con la parola “hèsed”, che deriva dalla parola che indica gli organi interni dell’essere umano. Per esprimere un attributo divino, la Scrittura una parola dell’anatomia umana. Alcune lingue antiche e moderne hanno tradotto questa parola mantenendo una radice anatomica, il latino e italiano “miseriCORdia”, al cui cuore c’è la parola “cor”, “cuore”, orientato verso i miseri. Dio, il Misericordioso

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  • Matteo 5, 6

    di Emanuele Fiume

    Dice il Signore Gesù Cristo: «Beati quelli che hanno fame e sete riguardo alla giustizia, perché saranno saziati
    La beatitudine dei discepoli di Cristo, affamati e assetati per quanto riguarda la giustizia. Beatitudine, perché Dio darà loro l’abbondanza di giustizia, fino alla sazietà. Chi sono questi beati? La storia insegna che spesso le aspirazioni di giustizia producono soltanto una diversa ingiustizia. Quante volte abbiamo desiderato una giustizia che era compensazione, riparazione, sostituzione, vendetta, e non vera giustizia? La sostituzione della prepotenza degli altri con la prepotenza nostra non è giustizia, e talvolta le reazioni all’ingiustizia si dimostrano ancora più ingiuste.

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  • Matteo 5, 5

    di Emanuele Fiume

    Il Signore Gesù Cristo dice: «Beati i mansueti, perché erediteranno la terra».
    Secondo la descrizione del Salmo 37, i mansueti sono coloro che rinunciano ad affermare il loro diritto e la loro ragione non solo per affermare la ragione e il diritto di Dio, ma per aspettare che Dio stesso affermi la loro ragione e il loro diritto. "Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agirà. Egli farà risplendere la tua giustizia come la luce, e il tuo diritto come il sole di mezzogiorno (...) Quelli che sperano nel Signore possiederanno la terra" (Salmo 37, 5-6,9).

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  • Matteo 5, 4

    di Emanuele Fiume

    Il Signore Gesù Cristo dice: «Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati
    Chi è in Cristo, conosce il dolore due volte. La prima volta lo conosce in Cristo, nell’uomo di dolore, nel servo sofferente del Signore, nel Figlio di Dio che dà la sua vita come prezzo di riscatto per molti. Questo è il solo dolore che salva. Poi, lo conosce nel mondo e in se stesso. Nel mondo, di cui è chiamato a prendersi la responsabilità, e di se stesso, di cui è responsabile. È il dolore del mondo nel peccato e dell’essere umano nel peccato, è il dolore di chi cerca la salvezza e la redenzione.

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